PANE PRODOTTO AD ALTAMURA
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ALTAMURA STORIA E TRADIZIONI
 
Altamura (Jaltamùre in dialetto altamurano) è un comune italiano di 70.000 abitanti della provincia di Bari in Puglia.

Il comune si colloca al tredicesimo posto per estensione a livello nazionale. È conosciuto in Italia e all'estero soprattutto per la produzione di un tipico pane DOP, per la sua cattedrale, alto esempio di Romanico pugliese (secolo XIII) e per straordinari ritrovamenti paleontologici di interesse mondiale: l'Uomo di Altamura e la cava dei dinosauri.

Territorio
Ben 12.660 ettari del territorio di Altamura sono inclusi nel Parco nazionale dell'Alta Murgia.

In esso si trova la più estesa dolina delle Murge, il Pulo di Altamura. Si tratta di una cavità di origine carsica che si apre tra le dolci ondulazioni dell'altopiano Murgiano a circa 477 m s.l.m.. Misura 550 m di diametro e 92 m di profondità.

Ma il territorio di Altamura è salito agli onori della cronaca in ambito internazionale per il ritrovamento, nel sistema di grotte del pulo di "Lamalunga", dell'Uomo di Altamura, uno scheletro quasi integro (unico al mondo) di Homo arcaicus. Esso costituisce 'il reperto più interessante di un giacimento piuttosto vasto e complesso comprendente resti ossei sia di ominidi vissuti 200-300 mila anni fa' (Vacca, 1999) che di animali vari. La cavità, scoperta nell'ottobre 1993 dal C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), è a circa 450 m s.l.m. e dista 1,2 km, in direzione SE, dalla Masseria Lamalunga da cui deriva il toponimo attribuito al luogo del ritrovamento.



A circa cinque chilometri da Altamura, inoltre, in una cava dismessa da tempo in località Pontrelli, lungo la strada per Santeramo in Colle è presente un altro sito paleontologico di importanza mondiale, la cui scoperta è ancora più recente: su una formazione rocciosa sono state rinvenute migliaia di impronte impresse da dinosauri vissuti nel Cretacico Superiore, ovvero circa 80 milioni di anni fa.




Soprattutto grazie a queste recenti scoperte, le Murge di Altamura, comprendenti la grotta di Lamalunga (col suo Homo arcaicus), la cava De Lucia (con le sue orme dei dinosauri) e il Pulo sono state presentate ufficialmente dallo Stato Italiano nella sua "Lista propositiva" all'UNESCO il 1 giugno 2006, candidandole in pratica a divenire uno dei Patrimoni dell'Umanità riconosciuti e tutelati dall'ONU.

In età preistorica
L'area su cui sorge l'attuale Altamura fu abitata già sin dai tempi più remoti, come è stato dimostrato dal ritrovamento dell'Uomo di Altamura e da testimonianze più tardive come l'insediamento La Croce e la necropoli risalenti all'Età del Bronzo.

In età antica
I Peuceti furono il popolo che fondò Altamura, chiamandola forse Petilia(città delle grandi pietre) o Altilia(da una mitica regina di nome Althea).
Di certo essi costruirono una grande opera civile e militare che in seguito dette il nome nuovo al paese: un alto muro tutt'intorno all'abitato (alta - mura), fatto di massi ciclopici, le Mura Megalitiche, per difendersi dai nemici provenienti dal mare (Taranto) e dai monti (Lucania), alla fine del V secolo a.C. Le case peucete furono prima a capanna circolare, poi in muratura quadrangolare, le loro attività produttive, come le fornaci per la ceramica, o come la pastorizia le cui greggi venivano ricoverate la sera dentro le mura in quanto ogni casa aveva intorno un piccolo campo. La città era conosciuta come Altilia, da Alter Ilium, ovvero l'"altra Troia". La leggenda narra infatti che, mentre Enea proseguiva verso il Lazio, Antello, suo amico, si fermò su un colle della Murgia e vi fondò una città. Esiste però un'altra leggenda che attribuisce la fondazione ad Althea, regina dei Mirmidoni. In epoca romana la città conobbe un sostanziale declino, probabilmente dovuto anche alla distruzione da parte di un cataclisma.

In età romana
Quando i Romani conquistarono tutta l'Italia, e quindi anche la Puglia, i Peuceti furono sopraffatti, ma la loro città non morì, visse ancora per altri secoli, come una città romana, anche se man mano diventando più debole.
Nella campagna di Centopozzi vi erano probabilmente le terme romane, a Casal Sabini, a Jesce, si trovano ancora mura dell'età romana, cisterne e sono state trovate alcune monete d'oro dell'imperatore Valentiniano.

In età medioevale e moderna
Fu solo nel Medioevo che la città riacquistò una certa importanza, e ciò grazie all'imperatore Federico II di Svevia. Quando Federico II di Svevia nel XII secolo salì sulla collina di Altamura, questa era un luogo deserto e inabitato. Che fine aveva fatto la fiorente città prima peuceta e poi romana. Distrutta:forse da un terremoto, da una pestilenza, forse da un incendio, forse da un'invasione barbarica.
Federico II di Svevia, salendo sul colle di Altamura fu colpito dalla presenza delle mura megalitiche:decise allora di ricostruire Altamura. Dopo la rifondazione della città, la ripopolò e la chiamò Altamura, utilizzando un toponimo preesistente, dovuto alla presenza delle mura megalitiche. Ordinò la costruzione della grande Cattedrale (1232), destinata a divenire uno dei più venerati santuari in terra di Puglia. Nel 1248, sotto la pressione di Federico, Papa Innocenzo IV dichiarò Altamura fuori dalla giurisdizione del vescovo di Bari, rendendo la Cattedrale di fatto una "chiesa palatina", equivalente a una cappella di palazzo.
In seguito concesse ai nuovi abitanti la facoltà di coltivare la terra e ricostruire le case senza pagare le tasse. A queste condizioni così favorevoli accorsero ad Altamura genti di tutte le razze: Latini, Greci, Musulmani.
Rinata la città, si svuotarono lentamente i villaggi sparsi nelle campagne dove la gente si era rifugiata nei secoli bui della storia di Altamura. Così la città crebbe e si arricchì in breve tempo.
Il territorio di Altamura fu feudo di varie famiglie nobiliari, in particolare degli Orsini del Balzo e dei Farnese (1538-1734), questi ultimi committenti della costruzione di numerosi palazzi e chiese. Nel 1648 l'insurrezione di Masaniello a Napoli coinvolse molte altre città del regno in un moto contro la feudalità, tra cui Altamura,che si era opposta con decisione ai tentativi di riconquista da parte di Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona, il potente conte di Conversano. In quell'occasione, Altamura aderì alla Real Repubblica Napoletana e si autogovernò. Nel 1748 Carlo VII di Napoli vi fondò una università, tra le prime in assoluto in tutta l'Italia Meridionale. Nel 1799 la città si ribellò contro il governo borbonico: la rivolta, conosciuta come la Rivoluzione di Altamura, fu alla fine repressa due giorni più tardi e la città saccheggiata dalle truppe di Fabrizio Ruffo. In epoca napoleonica invece l'università fu definitivamente chiusa (1811). Nel 1806, e fino al 1860, anno dell'occupazione garibaldina, fu sede del Distretto di Altamura, una delle tre suddivisioni amministrative della Terra di Bari. Lo spirito rivoluzionario si fece sentire anche nel Risorgimento (XIX sec.) tanto da fare di Altamura, la sede del Comitato Insurrezionale Barese e, dopo l'Unità del 1860, fu la sede del primo capoluogo provvisorio della Puglia E da allora che ebbe il nome "Leonessa di Puglia" per il coraggio dimostrato durante la ribellione contro i borboni.


La chiamano la Leonessa di Puglia, città fiera e ribelle, bella e nobile per la sua storia e cultura. Siamo a poco più di 40 km. da Bari e a 19 km. da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata. Questa è Altamura, città di storia e dal passato illustre. 

Il nome ricorda la mitica regina Altea, e nel passato prese anche il nome di Altilia, fiorente città dell'antica Peucezia. La presenza dell'uomo, ad Altamura, è antichissima, come i resti dell'Uomo di Altamura, vissuto all'incirca 400.000 anni fa nella grotta di Lamalunga, e i numerosi reperti recuperati negli scavi archeologici del territorio.

Cinquecento anni prima di Cristo, vennero elevate le poderose mura megalitiche, e da qui il nome di alte o meglio alta-mura. Col passare dei secoli arrivano i Saraceni, e poi i Franchi, ed infine, nel 1232, l'imperatore di Svevia, Federico II.



La città rinasce: l'imperatore, per devozione verso la Madonna, fece costruire una grande Cattedrale, una delle quattro basiliche imperiali in Puglia. Federico II dichiarò Altamura ed il suo territorio, città libera, dipendente soltanto dal re. Accorsero allora molte genti, compresi greci, arabi ed ebrei, che andarono ad abitare i quartieri dell'antico borgo medievale, alternato con stradicciole e claustri, tipiche piazzette chiuse. Se ne contano oltre 80 e si sono create quasi spontaneamente, per il ritrovarsi assieme di famiglie o gruppi etnici, tra cui anche greci, mori e giudei, come il claustro della Giudecca, il claustro Cionno e così via. Claustro vuol dire "luogo chiuso". Ne esistono di due tipi: quello a stile greco, con slargo tondeggiante con al centro solitamente un pozzo, e quello a stile arabo, come una piccola strada, stretta, con in fondo il pozzo per la raccolta delle acque piovane. Il claustro garantiva il vivere in comunità della gente, ma anche la difesa perché, essendo a vicolo cieco, poteva essere una trappola per gli assalitori, dove poter tendere insidie: sassi, olio o acqua bollente.

Ogni comunità aveva il suo spazio religioso. Ad esempio i greci-ortodossi fecero costruire la chiesa di San Nicolò, chiamata appunto dei Greci, sul cui portale vennero riprodotte, nel 1576, scene dell'Antico e del Nuovo Testamento, oggi in gran parte ritoccate o sostituite, come il rosone centrale. Sul feudo di Altamura si alternano signorotti e baroni. Poi le sorti della città vennero affidate agli Orsini del Balzo, principi di Taranto, che elevarono chiese e conventi nel centro storico. Nel 1463, lo stemma comunale fu sormontato dalla corona, per espressa concessione dell'imperatore Ferdinando I d'Aragona. Città fiera e indipendente: Altamura. Nel 1531 gli stessi cittadini la riscattarono, pagando ben 20.000 ducati, pur di farla tornare libera, con la sua autonomia municipale. Altamura fu dote di matrimonio di Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. 

La città, tra '500 e '700, cresce con chiese e palazzi. Presso Porta Matera vi è la chiesa di San Francesco da Paola con l'annesso monastero di Santa Maria del Soccorso, nel 1872 diventato asilo Principessa Margherita di Savoia. Su piazza Zanardelli si affaccia l'elegante chiesa e convento di San Domenico, oggi sede dell'Archivio, Biblioteca e Museo Civico. All'interno della chiesa, dipinti e altari annunciano l'arte barocca: pregevole il pavimento, in maiolica, del 1750. Poco fuori la città vi è il santuario della Madonna del Buocammino, con festa e processione.

Come da sotto ad un arco, appare la cinquecentesca chiesa di San Michele Arcangelo, dedicata al Suffragio delle Anime del Purgatorio. Tra i palazzi, il più antico, è il cinquecentesco Palazzo De Angelis-Viti, addirittura dimora degli Orsini Del Balzo. Più volte rimaneggiato, si eleva su tre piani: sontuoso ed austero il portale, elegante il loggiato su cui si apre Porta Bari. 

Altri palazzi, come Baldassarre, Martini, Cagnazzi, Filo, Sabini, Melodia, testimoniano le nobili famiglie di Altamura. La cultura degli altamurani fu premiata nel 1748 da Carlo III di Borbone che istituì, in città, l'Università degli Studi, dove insegnarono professori di chiara fama. 

Le idee di libertà, uguaglianza e fraternità fiorirono in fretta: nel 1799 venne piantato l'Albero della Libertà con i simboli della rivoluzione francese e venne proclamata la repubblica. Il sogno di libertà durò pochi giorni perché giunsero immediatamente le truppe della Santafede, guidate dal cardinale Fabrizio Ruffo, in assedio della città. Altamura cercò di resistere con ogni mezzo e con soli tre cannoni: ma fu tutto inutile. Il 10 maggio dello stesso anno, l'esercito filoborbonico entrò in città, saccheggiandola. 

Per il coraggio dimostrato e la fierezza ribelle dei suoi cittadini, Altamura venne soprannominata la Leonessa di Puglia. Palazzo Viti ospitò dal 1808 al 1817, la Corte d'Appello di Terra di Bari, Basilicata e Terra d'Otranto, concessa da Gioacchino Murat per il tributo di fede e di sangue del 1799. Lo spirito rivoluzionario si fece sentire anche nel Risorgimento tanto da fare di Altamura, la sede del Comitato Insurrezionale Barese e, dopo l'Unità del 1860, fu la sede del primo Governo Provvisorio per la Puglia. Il resto della storia è altrettanto gloriosa, dal Novecento fino ai nostri giorni.

 
 
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